Cav. RomoloVanicelli

fonditore

 

 

 

Tratto dalla pubblicazione

A RIVA LA MACHINA

www.arivalamachina.com

per gentile concessione del Presidente Alberto Campanini 


A RIVA LA MACHINA 2014

Il palazzo comunale di Fidenza è dotato di una campana. Ha il diametro di 1,12 metri, pesa 750 chilogrammi, risponde alla nota musicale "Mi" e porta lo stemma del comune con la dicitura

" ABLATUM TEMPORE BELLI A.D. MCMIL MCMLV RESTITUTUM PUBLICO SUMPO A.D.

MCML FONDERIA REGOLO CAPANNI FIDENZA"

 

La fonderia di campane a Fidenza

 

Non si diventa fonditore di campane vi si nasce. In una famiglia di fonditori si respira la polvere della terra e dell'argilla, ci si plasma con il fuoco della fusione ed il duro lavoro ti rende capace di assimilare i segreti tramandati di padre in figlio. La meraviglia e l'incanto del suono che nasce dal bronzo ti rimangono impressi fin dai primi vagiti.

Regolo Capanni nasce a Castelnuovo Nè Monti nel reggiano il 18 settembre del 1886 in una famiglia che già da secoli, attraverso un lavoro itinerante, fondeva campane sia per le chiese di importanti città sia per le piccole pievi delle valli. Regolo Capanni già nel 1908, all' età di 22 anni, è al seguito del padre Giuseppe come fonditore itinerante.

La difficoltà del trasporto delle campane e la possibilità di reperire sul posto il materiale necessario semplificavano il lavoro di fusione quasi all'ombra del campanile che avrebbe ospitato il concerto.

Tra le montagne sopra a Chiavari, a Reppia di Né fondono sul posto le campane che ancora oggi, ormai da più di cento anni, squillano sonore.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Regolo viene arruolato e destinato all’ Arsenale militare di Genova. Viste le sue competenze viene precettato per il reparto fonderia dove acquista ulteriori competenze e aggiunge preziose padronanze nella composizione delle terre di fonderia, nella formatura degli stampi e nelle colate. Frequenta anche il Gabinetto Chimico dove acquisisce conoscenze circa le caratteristiche delle leghe dei metalli non ferrosi quali bronzo, ottone, alluminio. Il "getto" più pesante realizzato in quel periodo è la formatura e la colata di una grande elica per un piroscafo. Avendo la possibilità di uscire per adempiere il precetto festivo stringe amicizia con una personalità della Curia Arcivescovile di Genova.   

Questa amicizia, a pace avvenuta, gli sarà utile per farsi conoscere e apprezzare come fonditore di campane. Dopo il disastro delle operazioni militari la vita riprende e con essa le richieste di lavoro. Realizza vari concerti per la città di Genova e altri ancora per diverse diocesi della Liguria. La sua fama cresce e così la Fonderia è incaricata della restituzione delle campane nelle Terre Redente, Veneto, Trentino ed Istria dove Regolo Capanni fonde prestigiosi concerti come quello del Duomo di Dobbiaco e del Duomo di Pinguente in Istria. Nel1923, come fonditore itinerante, riceve l'incarico di fondere le campane della Parrocchiale di Castell' Arquato. La fusione, oltre alle competenze specifiche, richiede tempo, ricerca di manodopera in loco e conoscenza del luogo nel quale trovare le terre e le argille adatte al lavoro. Nel suo girovagare nei dintorni scopre Fidenza, sede vescovile. È il 1926 quando trasferisce la fonderia da Castelnovo Monti a Fidenza, dietro al vecchio seminario nei locali lasciati liberi dalla Fabbrica del Vetro (Foulenbray), proprio nell'attuale vicolo Bormioli: poche esigenze, semplici locali ma luogo adatto per una sede stabile.

Il 1avoro si fa intenso e così l' esigenza di spazio lo inducono a cambiare sede. Prima in Via Trento dove lascerà il posto alla fonderia Conforti, poi in Via Zani nei pressi della distilleria Passerini, quindi in Via Marconi ed infine in Via Carducci. Durante la Seconda Guerra Mondiale, subisce la devastazione a causa dei bombardamenti del maggio 1944. Negli anni '40, in piena guerra, a fronte dell'intesa Stato - Vaticano, partecipa alla requisizione delle campane per esigenze belliche nelle province di Parma -  Piacenza, compresa la Diocesi di Bobbio.

I campanili rimangono muti e solamente la paura serpeggia nelle vie dei paesi: solo i cannoni rumoreggiano accompagnati dal crepitare delle mitragliatrici e affiancati dal distinto scoppio dei fucili. Finalmente cessa lo scompiglio della Seconda Guerra Mondiale ed inizia la lunga e frenetica ricostruzione. Regolo Capanni viene inserito nell' Albo dei Fornitori dello Stato e gli vengono assegnati lotti di campane a restituzione dei danni di guerra. Fra le tante campane restituite anche quella del Palazzo del Comune di Fidenza, di un metro di diametro e sette quintali di peso. La nota musicale è il "MI", e l'anno è il 1950. Nel cortile del comune una grande impalcatura, vista la mancanza di gru, permette di issare la campana da dove ancora oggi manda il suo segnale. La fonderia rimane attiva a Fidenza fino negli anni'50. Regolo Capanni muore in Fidenza il 13 maggio 1968. La dinastia continua nella Fonderia Cav. Uff. Paolo Capanni nella sede di Castelnuovo Nè Monti (RE).

Memorie raccolte e trascritte da Romolo Vanicelli


Come nascono le campane

Costruire le campane è un mestiere tramandato da secoli di padre in figlio e trasmesso con passione solo a coloro che con pazienza e quasi devozione ne hanno saputo accogliere i segreti. Costruire campane è un'arte.

Strumento di suono antichissimo, era conosciuto sia dagli antichi babilonesi che dai cinesi come anche dai greci e dai romani. Scavi archeologici hanno portato alla luce piccole campanelle un po’, in ogni parte del mondo. Il nome forse deriva da vasa campana (letteralmente: vasi della Campania) o campane, per l'appunto.

E’ tuttavia col Medioevo che la campana fu riscoperta, utilizzata come ai nostri giorni e fusa con le dimensioni e le tecniche ancora oggi in uso. Vennero fusi, dapprima ad opera dei monaci, esemplari di notevoli dimensioni e issati sui campanili affinché il suono si diffondesse meglio divenendo così strumento di comunicazione di massa, prima con finalità eminentemente religiose, poi assolvendo anche compiti civili e di scansione del tempo. Le prime campane erano in lamina di ferro battuto, ma solo a partire dai secoli VII - VIII risalgono i primi reperti ottenuti da fusioni di bronzo.

La più antica campana in Europa, risalente al 613 D.C., si trova al Museo Civico di Colonia ed è in ferro. In Italia il primo esemplare in bronzo è la piccola campana ritrovata a Canino presso Viterbo. Le campane più antiche dell'Emilia si trovano a Ravenna sul campanile S. Giovanni evangelista. Furono fuse da Roberto Sansone nel lontano 1208 e si chiamano Marzia (oggi lesionata e quindi muta) e Berta.


Ecco le fasi della costruzione di una campana:

l. Ossatura di mattoni o anima: Costruzione con mattoni di un' ossatura poi rivestita in terra che corrisponderà all'interno della campana. Le forme all'interno sono vuote. Vengono riempite di carbone di legna dolce che verrà acceso per far essiccare tutta la terra.

2. Falsa campana: l'anima viene isolata e ricoperta con strati d'argilla sino ad ottenere una superficie levigata dello stesso spessore che dovrà risultare la campana finita in bronzo. Su questa crosta perfettamente liscia si applica un velo di cera come pure sono in cera le dediche, le immagini e i fregi.

 

3. Mantello: sulla falsa campana viene spalmata argilla, fino allo spessore desiderato.   

 

 4. Si solleva il mantello, si distrugge la falsa campana che era stata costruita sull'anima, si pulisce ed il mantello recante l'immagine in negativo della campana lo si ricolloca sull' anima. Tra i due rimane una parte di vuoto che verrà riempito dal bronzo della fusione.

 

5. Il modello viene portato in una fossa di fusione e ricoperto completamente di terra per evitare che possa rompersi a causa della grande pressione del bronzo fuso. Normalmente non si compie una fusione per una sola campana ma per un intero gruppo collegato da canalizzazioni.

 

6. Fusione: Ancora oggi il miglior combustibile per raggiungere i 1.200 gradi rimane la legna con la quale si ottiene una migliore qualità di fusione che avviene in forni a riverbero. Il bronzo fuso, attraverso canalizzazione viene fatto uscire in quantità adeguate per riempire gradualmente, una dopo l' altra, le varie campane.

7. Dopo qualche giorno di raffreddamento il tutto viene tolto dalla fossa di fusione, viene rotta sia l'ossatura interna di mattoni sia il mantello. Il bronzo viene ripulito. Si ha una nuova campana. Se si volesse una copia perfetta della stessa occorrerebbe iniziare di nuovo tutto daccapo. In realtà non esiste una campana perfettamente uguale all'altra.

8. Dopo una accurata pulizia le campane vengono capovolte, sbavate sul fondo, pronte per l'intervento del maestro di musica che le collauderà.

Nessun intervento di natura meccanica avviene dopo la fusione.

La nota musicale si ottiene di fusione. È qui che si dimostra l'abilità del fonditore nell'esprimere l' insieme dei segreti professionali che vengono tramandati da generazione a generazione.

 

Qualche curiosità:

La più grande campana mai costruita si trova in Russia. "La zarina delle campane", pesa 198.000 chilogrammi, misura 6,82 metri di diametro, è alta 7,47 metri e il suo spessore alla base è di ben 49 centimetri. Purtroppo per problemi di posa in opera un pezzo si staccò. Ora la campana è posizionata su un grande piedistallo di granito all'interno del Cremlino.

La più grande campana d'Italia si trova a Rovereto sul Colle di Miravalle. La "Maria Dolens" è dedicata "Ai Caduti di tutte le Nazioni"; rifusa diverse volte dal suo primo insediamento (24 maggio 1925), la campana attuale, realizzata nel 1964 presso la Fonderia Capanni di Castelnuovo Ne' Monti (RE), pesa 22.639 chilogrammi, ha un diametro di 3,21 metri ed è alta 3,36 metri. La campana, suona cento rintocchi ogni tramonto per onorare i Caduti di tutte le guerre e perché l'uomo, in ricordo di essi, trovi la via per la pace.

La più grande campana di Fidenza è la campana maggiore del concerto di otto campane del Duomo del diametro di 1,230 metri; pesa 1.136 chilogrammi e risponde alla nota musicale Re. L'intero concerto pesa 3.750 chilogrammi ed è stato fuso dalla Fonderia Cav. Uff. Paolo Capanni di Castelnuovo Né Monti (RE)

La campana più antica trovata in occasione del censimento di tutte le campane della diocesi di Fidenza, ad opera di Romolo Vanicelli, è quella del Collegio dei Gesuiti, ora alla Casa Protetta. Ha il diametro di 375 mm, pesa circa 40 chilogrammi e risponde alla nota musicale "Do".

L'anno di fusione è il 1663 ed ha quindi 321 anni di "vita".

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Ultimo aggiornamento: 14-11-2014